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ROMA (Reuters) - La base militare americana di Vicenza potrà essere ampliata. Lo ha deciso oggi il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso del governo contro l'ordinanza del Tar del Veneto che il 18 giugno scorso aveva accolto la domanda di sospensione dei provvedimenti relativi alla realizzazione del progetto Dal Molin.

Ne ha dato notizia una nota del Consiglio stesso.

"Il consenso prestato dal Governo italiano all'ampliamento dell'insediamento militare americano all'interno dell'Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo, secondo un tradizionale principio sancito dall'art. 31 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato", si legge nella nota.

"Tale insindacabilità riguarda non solo il contenuto dell'atto, ma anche, a maggior ragione, la sua forma, propria dell'ordinamento nel quale l'atto si è formato", aggiunge.
Il ricorso presso il Tar era stato presentato dall'associazione Codacons e dal Coordinamento dei comitati che si battono contro l'allargamento della base. La sospensione era stata motivata con l'assenza di una specifica autorizzazione da parte del governo, con la violazione delle procedure delle gare d'appalto -- che non avrebbero rispettato né le norme italiane né quelle europee -- e la mancata consultazione dei cittadini, che dovevano essere chiamati a esprimersi in un referendum.

Secondo il Consiglio, la procedura di autorizzazione ad un insediamento militare è di esclusiva competenza dello Stato e non prevede la consultazione della popolazione interessata.

Inoltre, le attività a finanziamento diretto statunitense e la realizzazione di infrastrutture sul territorio nazionale finanziate dagli Usa sono regolate da accordi bilaterali "che prevalgono sulla disciplina italiana e comunitaria in materia di procedure ad evidenza pubblica per l'assegnazione delle commesse pubbliche", si legge ancora nella nota.

Tra le altre motivazioni della decisione del Consiglio, il fatto che i profili di danno ambientale segnalati nell'ordinanza del Tar appaiono "privi di riscontri concreti".

Dopo il blocco del progetto, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva assicurato che i lavori di ampliamento della base sarebbero andati avanti comunque.