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Afghanistan: Berlusconi rimuove l'ultimo 'caveat'

Da gennaio i soldati italiani in Afghanistan combatteranno davvero: non più solo sporadiche azioni difensive, ma anche offensive pianificate. E i nostri cacciabombardieri Tornado potranno anche effettuare i bombardamenti.
E' questa, più che l'invio di rinforzi, la novità scaturita dalla visita romana del capo del Comando Centrale Usa, generale David Petraeus, venuto a ordinare un maggior impegno dell'Italia sul fronte afgano.
Alpini al posto dei Marines. I 500 soldati in più di cui ha parlato ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa (che porteranno il nostro contingente a un totale di 2.800 uomini) era già previsto da mesi allo scopo di creare un secondo Battle Group nel settore Ovest. Nelle prossime settimane il battaglione Feltre (Belluno) del 7˚ reggimento Alpini della brigata Julia andrà nella provincia 'calda' di Farah, a sostituire un battaglione di Marines Usa che finora ha combattuto i talebani nell'ambito della missione Endurgin Freedom.

Italiani all'attacco. Ieri sera il premier Silvio Berlusconi ha spiegato che con il generale Petraeus è stata decisa la rimozione dei caveat per consentire alle nostre truppe "di fare di più". Visto che la restrizione dell'impiego fuori-area solo con preavviso di 72 ore è già stata toltalo scorso giugno, l'unico limite operativo ancora esistente, e quindi rimovibile, è quello riguardante le regole d'ingaggio. Caduto anche questo, i due Battle Group italiani potranno essere liberamente usati per attaccare i talebani. E i nostri Tornado potranno anche effettuare bombardamenti.

Enrico Piovesana

Fonte: PeaceReporter