La nostra posizione

Non c’è violenza che giustifichi l’impiego di maggior violenza. La guerra è una risposta compulsiva, stupida e, soprattutto, appartiene alla medesima logica violenta che ispira il terrorismo.

Rifiutiamo l’antica visione che considera la violenza insuperabile perché insita nella “natura” umana e denunciamo la mostruosa manipolazione dell’informazione, che fa leva su tale credenza per giustificare la violenza.

Opporsi alla guerra è indispensabile, ma non è sufficiente. È necessario anche eliminare i fattori di violenza (economica, psicologica, religiosa, ecc.) che sono alla base dei fenomeni catartici violenti.

È chiaro, per chiunque rifletta, che l’umanità si trova ad un bivio: da una parte violenza e distruzione crescenti, dall’altra il coraggioso cammino della nonviolenza attiva.

In questo frangente noi invitiamo a non schierarsi con nessuna delle fazioni violente e a dare vita, per la prima volta nella storia, a un nuovo fronte: quello della costruzione di una forma mentale e di una società nonviolente.

Che ognuno rifletta e si domandi da che parte sta e quale direzione vuole imprimere alla propria vita, perché non è indifferente l’uso che ciascuno fa della propria singola esistenza.

Il percorso della nonviolenza incomincia, per ogni persona, con la decisione di superare la violenza interna e prosegue attraverso la riconciliazione, la ricerca della coerenza e il trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati.

Simultaneamente va fatto crescere intorno a sé questo stesso atteggiamento, formando ambiti nonviolenti di ampiezza crescente.

Oggi assistiamo al trionfo della violenza, ma “… dobbiamo anche annunciare il nascere di una nuova civiltà, la prima civiltà planetaria della storia umana. E le crisi attuali e quelle che sopraggiungeranno in un prossimo futuro serviranno, nonostante le sofferenze che porteranno con sé, a superare quest'ultima tappa della preistoria umana… e ciascuno saprà se decide o no di accompagnare questo cambiamento e se cerca o no un rinnovamento profondo nella propria vita”.

(Silo, 4 maggio 1999, fondatore del Movimento Umanista)