Image Sullo sfondo di crescenti crisi ecologiche e di una popolazione mondiale costretta a vivere in estrema povertá, a lavorare in condizioni disumane e a subire gli effetti di crescenti crisi sociali, vengono spesi annualmente a livello mondiale circa 1000 miliardi di euro per le forze armate.
L'apparato bellico-indutriale di alcune, poche nazioni del G8 é responsabile dell'impiego di buona parte di queste spese con gravi e incalcolabili conseguenze ecologiche e sociali.

Del resto sarebbe difficile mantenere l'ingiusta ripartizione delle risorse globali, sempre piú controllate da grandi multinazionali, la politica del debito mondiale e le ingiuste condizioni del commercio mondiale, senza un tale apparato militare di sicurezza. Un apparato che in molti paesi é utilizzato per la repressione dell'opposizione critica.

Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono sempre piú usati per giustificare la sorveglianza sistematica della popolazione e l'erosione dei diritti costituzionali. Anche gli stati europei hanno collaborato alla costruzione di campi di detenzione segreti, sullo stile di Guantanomo,nei quali si fa uso con ogni probabilitá di tortura.

L'Iraq é stato attaccato sulla base di falsi indizi; nel frattempo sono morte centinaia di migliaia di persone, il paese é stato in buona parte distrutto, destabilizzato e il suolo contaminato dai residui cancerogeni delle munizioni all'uranio. E ora ci sono addirittura dichiarazioni pubbliche sui piani di un attacco militare in Iran e sulla possibilitá di una nuova guerra mondiale, cosa che, a causa delle sue imprevedibili conseguenze, incontra viva resistenza persino tra le rappresentanze moderate delle forze armate.

Posti di fronte all'alternativa di scegliere tra una guerra, che per stessa ammissione di uomini politici occidentali, durerá anni, e una trasformazione possibilmente pacifica noi richiediamo quanto segue:

1) Processo di impeachment contro il Presidente degli Stati Uniti George Bush e il vice presidente Richard Cheney prima delle elezioni presidenziali americane del 2008, processo preteso in solidarietá con una grande parte della popolazione americana e un gruppo di rappresentanti del Congresso. Nonché processo penale presso il tribunale internazionale contro G.W Bush, R. Cheney e altri responsabili di diversi paesi, sotto l'imputazione di partecipazione a guerre offensive e contrarie al diritto internazionale, l'accusa di crimini commessi contro l'umanitá.

2) Inchiesta internazionale sugli attentati dell'11 settembre, i quali costituiscono la giustificazione principale delle "guerre contro il terrore", mentre un'intera catena d'indizi mostra che la versione ufficiale sugli attentati dell'11 settembre non puó essere accettata. Personalitá politiche, scienziati e uomini di cultura di fama internazionale, nonché alte cariche delle forze armate in pensione hanno richiesto nuove indagini in merito.

3) Ritiro delle truppe dall'Afghanistan e dall'Iraq e nessuna guerra contro l'Iran. Messa al bando a livello internazionale della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, dell'impiego di contingenti militari all'Estero e del commercio di armi. In una societá civile la tortura deve essere vietata in ogni sua forma ed espressione.

4) Conversione dell'industria bellica in scopi civili e sviluppo di nuove tecnologie piú ecologiche e di forme d'energia piú durevoli. Secondo l'agenzia per la protezione ambientale dell'ONU, con una minima parte delle spese annue globali per gli armamenti si potrebbe garantire a tutta la popolazione mondiale l'accesso ad acqua pulita e potabile, un'assistenza sanitaria di base e la distribuzione di generi alimentari di prima necessitá.

Presupposto di base a queste richieste é il riconoscimento del principio di Non-Violenza e il rispetto nei confronti del prossimo a prescindere dalla razza e dalla religione. Due devastanti guerre mondiali e catastrofi storiche come l'Olocausto, quali consequenza ultima di nazionalismo, razzismo e guerrafondismo devono restare vive nella coscienza collettiva.

Ti chiediamo di firmare questa dichiarazione e di propagarla. Quel che otterremo dipende da noi.

per aderire: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.