"Il progresso tecnologico è come un’ascia
 in mano a un criminale patologico."
 
Albert Einstein

Il disastro avvenuto a Fukushima, in Giappone e il 25º anniversario della catastrofe di Chernóbil nell’ ex Unione Sovietica spingono Mondo senza Guerre e senza Violenza a dichiarare la sua posizione rispetto all’energia nucleare.

La nostra posizione si basa sui seguenti punti:

L’essere umano come valore centrale

Come umanisti consideriamo l’essere umano il valore centrale, siamo a favore dello sviluppo e della tecnologia e riteniamo necessario imparare dai disastri accaduti nello sviluppo  tecnologico e industriale per non ripeterli a futuro.

Gli effetti della radioattività sulla vita umana

La radioattività non è un fenomeno creato dagli esseri umani, tuttavia dal 1945 l’attività umana ha elevato costantemente il livello di radioattività nell’ambiente, provocando un numero indeterminato di casi di tumore e morte.

Anche se la scienza medica non concorda su tutti i particolari, è indubbio che la radioattività faccia male alla vita.  Quando sottomettiamo il corpo agli effetti delle radiazioni ionizzanti, come quelle emesse dagli elementi radioattivi, le cellule cominciano a rompersi e nei casi più gravi si provoca il cancro e danni ai sistemi organici essenziali per la vita.  

I ricercatori (e quelli che li finanziano) discutono sul livello di radiazione tollerabile in un giorno. I danni subiti a causa dell’esposizione alle radiazioni però sono cumulativi e non si manifestano subito, il che impedisce di attribuire la causa di un tumore a un evento in particolare.  

L’eredità e l’irresponsabilità dell’energia nucleare

Gli operatori delle centrali nucleari non sono in grado di gestire le scorie che generano.  I prodotti della fissione dell’uranio e del plutonio restano radioattivi per millenni.  La ricerca scientifica non è riuscita a trovare il modo di accelerare i processi di disintegrazione radioattiva, affinché gli elementi instabili si disintegrino rapidamente, diventando stabili.

Le centrali nucleari sono state costruite in regioni sismiche e costiere, soggette a imprevedibili tsunami.  Gli incidenti non si possono eliminare e il terrorismo è un pericolo eccessivo.

Da quando si è cominciata a usare l’energia nucleare, si è emessa radioattività nell’ambiente centinaia di volte, compresi gli incidenti gravi come quelli di Three Mile Island, Chernóbil e ora Fukushima.  Dato che i materiali radioattivi restano con noi per millenni, se questi incidenti dovessero ripetersi con la stessa frequenza, nel giro di pochi secoli tutta la biosfera sarà troppo tossica per la vita.

L’energia nucleare non è conveniente economicamente

Le centrali nucleari non si possono costruire senza l’appoggio governativo. Negli Stati Uniti, per esempio, per ottenere fondi per nuovi impianti nucleari è indispensabile la garanzia del governo.  Le compagnie di assicurazione si rifiutano di assicurarli perché il rischio di un disastro è troppo elevato.

Le sovvenzioni governative americane sostengono così il processo di costruzione, i costi operativi finanziando le industrie minerarie e l’arricchimento dell’uranio, i costi dell’acqua e della sicurezza, i costi del trattamento delle scorie e infine quelli dello smantellamento,  Tutto questo viene pagato dai contribuenti, perché gli operatori accumulino profitti a favore dei loro azionisti. Se si includessero tutti questi costi nel prezzo dell’elettricità generata, questa sarebbe  la forma più costosa che si possa immaginare per far bollire l’acqua che muove le turbine elettriche.

Come le centrali elettriche a carbone  devono includere i costi delle emissioni di carbonio e dell’inquinamento, così l’industria nucleare dovrebbe sostenere i propri costi. Solo in questo modo le cosiddette forze del mercato —la Bibbia dell’ attuale economia— potrebbero lavorare in modo conveniente per liberarci da questa fonte di energia.

Logica sbagliata nella strategia energetica del pianeta

Viviamo dando per scontato che il pianeta possa continuare a consumare energia a un ritmo accelerato per il resto dell’eternità ed è diffusa la credenza, alimentata dall’industria nucleare, che l’energia nucleare del tipo generato oggi sia in grado di soddisfare questa esigenza, L’idea che probabilmente i combustibili fossili non dureranno per più di 100 anni è ormai comunemente accettata. Si sa anche che l’energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica e quella creata dalle maree sono fonti disponibili che non producono emissioni di carbonio una volta messe in moto e non lasciano scorie pericolose per la sicurezza e la salute.

Un approccio veramente globale, umanista e intelligente per soddisfare le esigenze del pianeta porterebbe a investire nel massimo sfruttamento possibile di queste fonti energetiche. Ovviamente questo implicherebbe la drastica riduzione delle spese militari. Inoltre il pianeta ha bisogno di investire nell’efficienza energetica, con l’isolamento e dispositivi efficienti che riducano la richiesta di energia.  

L’energia nucleare è un pretesto per ottenere le materie prime delle bombe atomiche

I reattori nucleari sono stati costruiti innanzitutto per creare il plutonio per le armi atomiche. La generazione dell’elettricità è stata utilizzata per sovvenzionare il processo.  Ottenere il plutonio dall’uranio è abbastanza facile e può trasformare qualsiasi paese in grado di produrre energia nucleare in un paese capace di produrre plutonio per le armi.

Le centrali nucleari sono bombe atomiche in attesa di scoppiare

Anche accettando l’idea che siano nate con il fine altruistico di fornire energia a basso costo, in caso di guerra le centrali nucleari si trasformano in obiettivi militari. In un mondo segnato da tante ingiustizie sociali, inoltre, costituiscono bersagli permanenti per i terroristi.

Se venissero attaccate con bombe convenzionali o con un attentato stile 11 settembre, il risultato non sarebbe probabilmente un’esplosione come quella accaduta a  Hiroshima e Nagasaki, ma la dispersione radioattiva nel pianeta avrebbe conseguenze anche maggiori di quelle sperimentate allora e in seguito a Chernóbil.

L’ipocrisia delle agenzie delle Nazioni Unite e dei paesi con armi nucleari

Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare nacque per realizzare il disarmo nucleare, prevenire la proliferazione e permettere agli stati membri di sviluppare usi pacifici della tecnologia nucleare. E’ chiaro che ha fallito nei suoi obiettivi: il disarmo non è stato raggiunto e oggi ci sono quattro paesi in possesso di armi nucleari e fuori dal TNPN (Israele, India, Pakistan e Corea del Nord). Tutte queste nazioni sono diventate potenze nucleari grazie all’assistenza di uno o più paesi con armi atomiche, in violazione del trattato.  L’Iran, che è membro del TNPN, viene trattato come una specie di paria e minacciato di guerra finché manterrà il suo obiettivo di costruire una centrale nucleare – cosa che il TNPN gli permette.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica è stata fondata nel 1957 per promuovere gli usi pacifici dell’energia nucleare e da allora svolge il ruolo di promotore e regolatore della tecnologia nucleare – una situazione che, se avvenisse con un’altra industria, verrebbe considerata anti-democratica.  Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Salute ha stretto un accordo con l’AIEA, secondo cui l’OMS non può elaborare un rapporto sulle radiazioni senza l’approvazione dell’AIEA.

In conclusione

Il nostro obiettivo principale è la fine delle guerre e della violenza, ma gli ultimi eventi in Giappone hanno dimostrato una volta ancora che viviamo in un mondo interconnesso, dove qualcosa che accade in un punto del pianeta può avere terribili ripercussioni per la gente  che vive all’estremo opposto.  Quando una nazione è in grado di avvelenare tutto il pianeta, le conseguenze costituiscono una forma di violenza davanti alla quale non possiamo tacere.

Pertanto, Mondo senza Guerre e senza Violenza si oppone con forza all’uso dell’energia nucleare per fissione come mezzo per rispondere alle necessità energetiche del pianeta. Chiediamo che tale energia venga abbandonata non appena sarà tecnicamente possibile.

Chiediamo la moratoria immediata della costruzione di nuove centrali nucleari: quelle in costruzione vanno fermate e si deve rinunciare a quelle ancora in fase di progettazione. 

Non siamo ingenui e sappiamo che le centrali nucleari non si possono smantellare in un giorno. Tuttavia sollecitiamo tutte le nazioni del mondo a pianificare l’eliminazione a tappe delle loro centrali nel giro di dieci anni.  I paesi con scorie nucleari devono sistemarle in impianti sicuri in zone non sismiche, fino a quando la scienza non avrà trovato il modo di eliminarne la radioattività. Le cooperazione mondiale e l’appoggio finanziario vanno garantiti ai paesi che non possono finanziare da soli questi costi.

Chiediamo una maggiore cooperazione mondiale nel campo delle energie rinnovabili, sosteniamo l’importanza dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Rinnovabile (IRENA) con sede negli Emirati Arabi Uniti , che va dotata dei fondi necessari a svolgere con efficacia la sua funzione. Sollecitiamo tutte le nazioni che non l’hanno ancora fatto a firmare o ratificare lo statuto dell’IRENA e chiediamo riduzioni progressive e proporzionali delle spese militari per  finanziare la ricerca, lo sviluppo e la realizzazione di progetti con le energie rinnovabili.

Esigiamo l’eliminazione di tutte le armi nucleari e radiologiche dalla faccia della Terra.   Tutte le materie fissili delle armi vanno mescolate ai residui energetici nucleari, per impedire che  tornino a creare nuove armi.  Tutte le nazioni devono assumersi una responsabilità collettiva, per garantire che le sostanze radioattive non finiscano in mano ai terroristi.

Lanciamo un appello per l’incriminazione dei dirigenti della TEPCO e dei membri del governo giapponese, responsabili dell’incapacità della centrale nucleare di Fukushima ad affrontare lo tsunami che ha colpito i suoi sistemi energetici di riserva. Costruire impianti nucleari in zona soggette a terremoti e tsunami è una negligenza criminale.

Alla luce di quanto accaduto a Fukushima, riteniamo urgente che il pianeta si risvegli dalla sua ignoranza davanti al pericolo rappresentato dall’energia nucleare e dal rifiuto di investire subito tutto il possibile nelle fonti di energia rinnovabile. Denunciamo chi promuove l’energia nucleare presentandola come una fonte di energia pulita ed economica, quando è ormai dimostrato che non è nessuna delle due cose.

Siamo a favore dello sviluppo della scienza, non ci opponiamo alle ricerche nel campo nucleare e crediamo che quelle sulla fusione nucleare potranno aprire interessanti possibilità per l’umanità. Non proponiamo inoltre l’abbandono dei piccoli reattori usati per la preparazione di isotopi medici.   

Comprendendo l’importanza della difesa dell’ambiente, riteniamo che lo sviluppo della scienza debba favorire l’essere umano attuale e le generazioni future e non servire interessi economici, militari e politici.  C’è una crisi nel campo della fissione nucleare; è un campo ormai esaurito in quanto insicuro, inquinante, economicamente più costoso, incontrollabile in certe circostanze e con chiari legami con l’industria bellica che ha prodotto le bombe più letali e distruttive della storia umana. Non ci sono dubbi sul fatto che la strada della fissione nucleare vada abbandonata.  

La società umana  si è sviluppata con una rivoluzione industriale basata sul gas, il carbone e il petrolio.  La tecnologia nucleare non può rimpiazzare queste fonti di energia, che vanno eliminate progressivamente, in parte perché si esauriranno comunque nel giro di poche generazioni, ma anche per i pericoli del cambiamento climatico.  Se l’umanità fallisce nel suo compito e noi non affrontiamo le esigenze energetiche del pianeta, ci vorranno centinaia di milioni di anni per ricostituire le fonti di carbone necessarie a una nuova rivoluzione industriale.

Le decisioni prese oggi dai politici e dai cittadini non avranno conseguenze solo sui nostri figli e nipoti, ma possono compromettere la sopravvivenza della specie umana e della vita sul pianeta.

Ribadiamo il nostro deciso appoggio alle energie non inquinanti, senza scorie, rispettose dell’ambiente e soprattutto non aggressive verso l’essere umano.

Come disse Einstein: “Il progresso tecnologico è come un’ascia in mano a un criminale patologico.”  Togliamo l’ascia dalle mani di questo sistema violento, militare e consumista e costruiamone uno nuovo, basato sull’essere umano come valore centrale, per trasformare il sistema criminale nel quale viviamo oggi.

 

Riferimenti

Per preparare questo documento si sono studiati tra gli altri:

L’essere umano come valore centrale

L’opera generale di Silo, che si può trovare nel sito www.silo.net e in particolare un discorso fatto in Perú nel 1989.

Fissione e Fusione

Sul  numero di centrali nucleari nel mondo: http://www.euronuclear.org/info/npp-ww.htm

Gli effetti della radioattività sulla vita umana

Rapporto dell’AIEA sulla sicurezza nel campo delle radiazioni http://www.iaea.org/Publications/Booklets/Radiation/radsafe.html#seven

Gli effetti di Chernóbil discussi da varie agenzie

Pagina 18 del rapporto del Comitato Scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti della radiazione atomica http://www.unscear.org/docs/reports/2008/Advance_copy_Annex_D_Chernobyl_Report.pdf

Rapporto dell’Accademia delle Scienze di New York http://www.nyas.org/Publications/Annals/Detail.aspx?cid=f3f3bd16-51ba-4d7b-a086-753f44b3bfc1

“Chernobyl: A Million Casualties” un video de 30 minuti con i risultati del rapporto dell’Accademia delle Scienze di New York  http://www.blip.tv/file/4922080

http://www.ippnw-students.org/chernobyl/IPPNWStudy.pdf

Gli effetti della radioattività sui geni umani

New Zealand Nuclear Test Veterans’ Study – a Cytogenetic Analysis http://www.llrc.org/epidemiology/subtopic/nzvetsrept.pdf

L’eredità e l’irresponsabilità dell’energia nucleare

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_civilian_nuclear_accidents

L’energia nucleare non è economicamente conveniente

http://www.psr.org/nuclear-bailout/resources/nuclear-power-still-not.pdf

Logica sbagliata nella strategia energetica del pianeta

http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=a-path-to-sustainable-energy-by-2030

L’ipocrisia delle agenzie delle Nazioni Unite

http://www.iaea.org/Publications/Documents/Infcircs/Others/inf20.shtml