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21 marzo 2011

Come membri di Mondo senza Guerre e Violenza siamo inorriditi da questa nuova guerra “preventiva”, un’azione tanto ipocrita quanto destinata a fallire e a produrre il contrario dell’effetto proposto.

La situazione è molto complessa, ma vorremmo sottolineare alcuni punti fondamentali. Denunciamo:

- l’ipocrisia dei paesi occidentali, che hanno appoggiato il dittatore libico per anni  e gli hanno venduto armi per  proteggere i propri interessi e ora per la stessa ragione lo combattono. Gli aerei francesi che ora attaccano la Libia sono la versione più moderna degli stessi Mirage che appartengono a Geddafi!  Senza dubbio, quando tutto questo sarà finito, la Francia correrà a vendere a Tripoli una versione ancora più nuova dei suoi aerei.

- l’ipocrisia dei paesi che, pur manifestando la loro preoccupazione per il benessere dei civili di Bengasi, mostrano un’ indiferenza quasi totale per la situazione dei cittadini del Bahrein e dello Yemen, dove manifestanti nonviolenti vengono attaccati e uccisi dalle forza armate ogni giorno,  per non parlare della Costa d’Avorio, dove una strage di civili innocenti intrappolati in una lotta di potere tra due presidenti va avanti da mesi.

- e la politica della guerra preventiva.  Questa política, usata in Irak e in Afganistán, ha portato a centiania di migliaia di morti, all’ uso di armi all’uranio impoverito, con i civili di vaste aree esposti al cancro, a malformazioni e altri orrori ed è una situazione senza via d’uscita, che probabilmente porterà ai tipi di governo che gli USA volevano evitare. A dimostrazione che “quando forzi qualcosa verso un fine produci il contrario.”

Lanciamo un appello perché:

-  i paesi coinvolti nella missione dell’ ONU ritirino subito il loro appoggio militare

- i  comandanti dell’ esercito libico proteggano gli abitanti del paese, come corrisponde alla loro funzione

- gli oppositori dell’attuale regime depongano le armi e cerchino metodi nonviolenti per raggiungere i loro obiettivi, compreso il dialogo

- tutti i paesi del mondo interrompano subito qualsiasi tipo di affari con il regime di Tripoli, con l’eccezione dei generi alimentari e dell’appoggio umanitario e medico – il che significa BASTA CON IL COMMERCIO DEL PETROLIO.

Chiediamo la fine di tutte le dittature del mondo e una transizione verso un modello di governo davvero democratico, che vada oltre le democrazie formali dei paesi occidentali e sia basato sui principi della pace, della nonviolenza e della vita umana come valore centrale, insieme all’eliminazione di ogni tipo di violenza.

Siamo molto preoccupati per i civili innocenti da entrambe le parti del cofnflitto libico, che potrebbero morire per gli attacchi dell’ONU e delle milizie armate di entrambe le fazioni. E’ in atto una guerra e se non cesserà subito, porterà a un disastro enorme nei paesi del Mediterraneo e anche oltre.