La Regionale Umanista Europea è un coordinamento di partiti politici e organizzazioni sociali di orientamento umanista.
Dopo il congresso di fondazione a Madrid, nel 1999, il 22 e 23 novembre 2003 si è svolta a Praga una riunione preparatoria del secondo congresso, previsto per il novembre 2004. Hanno partecipato centoventi persone provenienti da 14 paesi europei, tutte attive nel Partito Umanista del loro paese, o in altre organizzazioni umaniste (Centro delle Culture, La Comunità, associazioni senza fini di lucro che si occupano di progetti di sviluppo in paesi del Terzo Mondo, associazioni studentesche).
 
In breve, l'obiettivo della Regionale Umanista Europea è quello di UMANIZZARE L'EUROPA, portando avanti la lotta non violenta per la costruzione di un'Europa dei diritti umani, in grado di attuare questi diritti e ampliare la democrazia e la libertà di tutti i suoi abitanti. Vogliamo costruire un'Europa che sappia distribuire le sue immense risorse per assicurare a tutti condizioni di vita degne.
 
Il 27 e 28 novembre 2004 si è tenuto a Budapest il secondo congresso. Hanno partecipato più di 600 delegati in rappresentanza dei Partiti Umanisti di 19 paesi europei e di numerose organizzazioni sociali di base di tutta Europa.
Hanno anche assistito invitati dell'America Latina e dell'Africa.
Le diverse commissioni tematiche (Salute, Educazione, Ambiente, Cultura, Economia, Migrazioni, Non Discriminazione, Pace e Nonviolenza, ecc.) hanno proseguito il lavoro iniziato a Praga e si sono date nuovi obiettivi e scadenze.
La Regionale Umanista Europea condanna la guerra in Iraq ed in altri paesi, denuncia la manipolazione, in base a cui si interviene militarmente con la scusa di difendere i diritti umani ed esige che dovunque siano in corso conflitti armati le forze di occupazione si ritirino e siano rimpiazzate da forze neutrali delle Nazioni Unite.
Il prossimo Congresso della Regionale Umanista Europea avrà luogo nel novembre del 2006 a Lisbona, in Portogallo.
 
COMMISSIONE PACE E NONVIOLENZA
Milioni di persone in tutto il mondo hanno rifiutato con forza la guerra in Iraq e Afghanistan e il terrorismo. Sembra che si stia sviluppando una nuova sensibilità, che rifiuta di accettare la violenza come il modo per risolvere i conflitti.
La guerra e il terrorismo non sono le uniche forme di violenza fisica di cui la gente si preoccupa: esistono anche una violenza psicologica (autoritarismo, imposizioni, discriminazione), una violenza economica (sfruttamento, violazione di diritti umani), una violenza religiosa (fanatismo, persecuzione di appartenenti ad altre religioni) e una violenza sessuale (discriminazione e persecuzione in base al sesso e alle scelte sessuali).
Per molto tempo, inoltre, si è pensato che una rivoluzione, ossia un profondo cambiamento sociale, fosse per forza violenta e che il fine (costruire una società più giusta di quella che si voleva abbattere) giustificasse i mezzi violenti con cui raggiungerlo, come l'eliminazione degli avversari o le guerre.
Un intero sistema basato su tutte queste forme di violenza non è migliorabile, non è perfezionabile. E' semplicemente sbagliato. Questo sistema non si può cambiare con riforme parziali: c'è bisogno di una trasformazione radicale e profonda dei suoi valori e di tutta l'organizzazione sociale, politica ed economica.
Esiste un unico modo per rompere la spirale di orrore che minaccia di cancellare l'umanità:
rigettare la violenza come forma di affrontare e risolvere i conflitti e scegliere invece la nonviolenza a ogni livello, da quello personale, nella famiglia e nelle relazioni, fino a quello nazionale e internazionale.
 
Una società veramente umana si potrà realizzare solo a partire dalla nonviolenza.
 
La COMMISSIONE PACE E NONVIOLENZA è composta da persone di diversi paesi europei. Intende avanzare proposte d’azione e formare gruppi di studio sulle tematiche riguardanti la pace e la nonviolenza. Le posizioni elaborate faranno da base a comunicati e dichiarazioni e costituiranno il contributo della Commissione al Libro Arancione Europeo, contenente le proposte umaniste su diversi temi.
 
La Commissione è aperta alla partecipazione di quanti, individui e associazioni, condividono le sue idee e finalità e intende costituire una rete viva, di appoggio reciproco, tra le varie organizzazioni per la pace e la nonviolenza attive in Europa, proponendo loro l’adesione alla Regionale Umanista Europea.
Aderire non significa perdere la propria identità, ma anzi rafforzarla portando il proprio contributo di esperienza e ricerca, condividendo una visione e un progetto più ampi, collegandosi con altre organizzazioni affini e aumentando le possibilità di azioni efficaci.

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